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cusk immRachel Cusk, Resoconto, Einaudi 2018 (pp. 185, euro 17)

“Vedere nella vita degli altri una cronaca della mia”: più che una scelta, una condizione. La protagonista – scrittrice, ad Atene per insegnare in un corso di scrittura – si chiede se sia “più reale” “vivere nel momento o fuori di esso”: nel frattempo, osserva gli altri, li ascolta soprattutto.

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stefansson immJón Kalman Stefánsson, Storia di Ásta. Dove fuggire, se non c’è modo di uscire dal mondo?, Iperborea 2018 (pp. 480, euro 19,50)

“Cominciamo dall’inizio: siamo a Vestubær, il quartiere ovest di Reykjavík, all’inizio degli anni Cinquanta dello scorso secolo, e spiego com’è nato il nome Ásta”: un titolo-sommario apre il romanzo. Il luogo, il tempo, la protagonista. Ma non è tutto: “Poi perdo il filo”, conclude l’autore, confermando e anzi accentuando in questo libro il tono di racconto orale della sua scrittura, che qui giunge a una sorta di confidenza con il lettore. Non si tratto di un semplice tratto stilistico, e men che meno del desiderio di risultare accattivante: siamo tutti nella stessa barca, sembra dire Stefánsson con le sue aperture al lettore, tu che leggi e io che scrivo, accomunati dalla condizione umana, dalle vite che stiamo vivendo e, pur dissimili, ci obbligano tutti indistintamente al confronto con le cose essenziali dell’esistenza. Le paure e le speranze, le gioie e le delusioni, le nascite e le morti, gli innamoramenti e gli abbandoni, che la trama del romanzo cucirà insieme come pezze colorate che rimandano una all’altra senza un nesso preciso di sequenzialità, e si accavallano in un andirivieni temporale incessante, ma alla fine lasciano trasparire una storia che prende spunto dalla vita dei personaggi per incrociare quella di tutti. E sono, anche in questo romanzo, le aperture ora liriche, ora aforistiche a gettare il ponte fra le vicende narrate e la più generale dimensione dell’esistenza: fin dal sottotitolo, per poi intrecciarsi al racconto facendo emergere i temi su cui l’autore ci ha abituato a riflettere nei suoi romanzi precedenti (in questi Appunti, lo scorso 18 febbraio).

L’amore e il sesso: motori delle scelte e dei destini, perché solo l’incantesimo che immaginari extraterrestri potrebbero esercitare sugli uomini riuscirebbe a liberarli dall’insoffferenza per la routine che li tortura finché sono vivi; la fragile brevità della vita e l’inevitabilità della morte, il suo essere inscritta nella vita senza per questo risultare serenamente accettabile; la narrazione e la poesia, la scrittura come tentativo di trovare un senso della vita, almeno fin tanto che si scrive: tutto cambia quando mi metto a scrivere. “La scrittura libera qualcosa dentro di me (…) mentre scrivo divento più grande della persona che sono. Sì, mi trasformo in una corda sensibile che vibra tra ciò che è evidente e ciò che è nascosto.” Questa l’esperienza del poeta. Ma il romanziere (perché anche lui, lo scrittore, si fa personaggio del romanzo)? Be’, chi scrive romanzi è ancor più costretto a fare i conti con il mondo in cui viviamo oggi: c’è chi lo incita a scrivere per le nuove generazioni, “per salvare il mondo”, “ma più leggo articoli d’attualità, più mi sembra che il mio compito diventi più vasto, la mia responsabilità più grave. (…) Chi di noi sopravvivrà alle tenebre che in questo momento avvolgono il pianeta?”

C’è però anche chi ti chiede solo di fare il tuo mestiere, dando per scontato che chi scrive abbia il suo ruolo, sia a suo modo necessario. Come il padrone della casa dove lo scrittore si è ritirato per lavorare a questo suo romanzo, che gli offre un migliore sistemazione presso il faro dell’isola chiedendo in cambio la possibilità di pubblicizzare sul suo sito di promozione turistica “la casa dello scrittore, che alimenta il faro”: come il faro rompe l’oscurità delle notti marine così lo scrittore fende le tenebre del mondo. Un “mandato sociale” all’altezza dei tempi… Tempi nei quali nelle librerie campeggia “un grande tavolo posizionato nel posto migliore con i volumi di maggior richiamo (…): i gialli appena usciti, i manuali di cucina, i libri che ci aiutano a dormire meglio, ad avere una vita sessuale migliore, cinquanta modi per non ingrassare mangiando comunque tutto ciò di cui abbiamo voglia (…)”. Ma la banalizzazione è solo un aspetto della nostra epoca dominata dai social, nella quale “alcuni raccolgono ammirazione e fama per il coraggio con cui affrontano le tempeste del mondo, quando in realtà le rifuggono. Anzi, si lanciano nelle tempeste per non dover affrontare se stessi.”

Stefansson ritrattostefansson cover

 Brescia, 2 dicembre 2018
Carlo Simoni
www.secondorizzonte.it

pomella immAndrea Pomella, L’uomo che trema, Einaudi 2018 (pp. 208, euro 18,50)

Guardarsi da fuori, ma saperlo fare senza perdere un’attenzione penetrante e fedele a quel che accade dentro: una capacità che si fonda sull’assenza di concessioni al bisogno di urlare il dolore incomunicabile che la depressione comporta, e pur arrivando a darne una rappresentazione precisa, aderente alle ricorrenze e alle manifestazioni cangianti d’un male che si è fatto condizione diffusa e per lo più inconfessata.

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raimo immChristian Raimo, Ho 16 anni e sono fascista. Indagine sui ragazzi e l’estrema destra, Piemme 2018 (pp. 112, euro 13) 
Christian Raimo, La parte migliore, Einaudi 2018 (pp. 209, euro 18,50)

“Un gruppo con cui stare insieme, un’identità in cui sia facile riconoscersi”: è questo che cercano i ragazzi  dai 13 ai 20 anni che si trovano in Piazza Cavour, dietro il Palazzaccio, a Roma.

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benjamin immWalter Benjamin, Esperienza e povertà, a cura di Massimo Palma, Castelvecchi 2018 (pp. 93, euro 12,50)

Più citato che letto: lo si può dire di molti autori, ma certamente l’osservazione si attaglia in modo particolare a pensatori come Walter Benjamin, la cui opera, oltretutto, è spesso ridotta a un titolo, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, così come la sua fisionomia appare fissata nei ritratti fotografici di Gisèle Freund, nei quali il suo volto si fa icona del filosofo contemporaneo, tormentosamente concentrato, un po’ com’è avvenuto ad Einstein, nell’immagine che ne ritrae l’espressione bonaria e i capelli ribelli.

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indridason immArnaldur Indriđason, La ragazza delle nave, Guanda 2018, (pp. 331, euro 18,60)

Non siamo nei paesaggi cupi e coinvolgenti dell’Islanda del commissario Erlendur Sveinsson; non ci troviamo davanti a un romanzo del livello dei capolavori di Indriđason (da La signora in verde a La voce).

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pietropolli immGustavo Pietropolli Charmet, L’insostenibile bisogno di ammirazione, Laterza 2018 (pp. 157, euro 16)

Non il desiderio di fama, se non di gloria addirittura: cose d’altri tempi.

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simonetti immGianluigi  Simonetti, La letteratura circostante. Narrativa e poesia nell’Italia contemporanea, Il Mulino (pp. 454, euro 29)

La letteratura circostante, “le scritture che ci stanno attorno” ci dicono una cosa molto chiara: è avvenuto, ed è tuttora in atto, “un distacco progressivo e irreversibile dalla tradizione del Novecento”:

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Barbera immGianluca Barbera, Magellano, Castelvecchi 2018 (pp. 237, euro 17,50)

“Quando il palato si ribella davanti alla scipitezza del riso bollito senza alcun ingrediente, si sogna il grasso, il sale, le spezie”,

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krauss immNicole Krauss, Selva oscura, Guanda 2018 (pp. 323, euro 19)

Hanno un fascino particolare le storie di sparizioni, di volontarie diserzioni dalla trama delle relazioni nella quale si vive immersi, tanto più quando a prendere una decisione in questo senso è un uomo non più giovane ma ricco, affermato, esuberante, possessivo.

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tedeschi immMassimo Tedeschi, Villa romana con delitto, De Ferrari 2018 (pp. 143, euro 11,90)

Il lago è lì, con i suoi paesaggi che incantano, la sua paciosità che conquista tanto più quando la stagione è finita  e “i residenti (possono) dedicarsi al loro passatempo preferito: le chiacchiere, i racconti iperbolici sulla stagione passata, i vagheggiamenti su quella a venire”.

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latour immBruno Latour, Tracciare la rotta. Come orientarsi in politica, Raffaello Cortina Editore 2018 (pp. 142, euro 13)

“Dopo gli anni Ottanta, le classi dirigenti non aspirano più a dirigere ma si mettono al riparo, al di fuori del mondo”: questo il primo dato di fatto.

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mcguire immIan McGuire, Le acque del Nord, Einaudi 2018 (pp. 278, euro  19,50)

“Azzanna il mondo come un cane morde l’osso. Niente gli è oscuro, niente è alieno ai suoi foschi e feroci appetiti”: è Henry Drax, il personaggio che irrompe nelle prime pagine di questo romanzo, che da subito attirano il lettore in un mondo dai colori lividi e dagli odori sgradevoli fino alla nausea.

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natsu immMiyashita Natsu, Un bosco di pecore e acciaio, Mondadori 2018 (pp. 209, euro 19,50)

 E’ la storia di formazione di Tomura, giovane di montagna che scende alla città per studiare e poi trovar lavoro. Ma è un ragazzo particolare: sente l’odore a lui ben noto del bosco quando si avvicina a un pianoforte, ed è per questo che di pianoforti si occuperà diventando un accordatore.

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maggiani immMaurizio Maggiani, Luigi Verdi, Sempre, Chiarelettere 2018 (pp. 176, euro 15)

Maurizio, lo scrittore non è credente (è un “anarco-mazziniano, se proprio deve darsi una definizione): “sono senza Dio – ribadisce -. Io non ce l’ho Dio. Ho due biciclette, non ho Dio”.

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michaels immLeonard Michaels, Il club degli uomini, Einaudi 2018 (pp. 144, euro 17)

 “Club maschili. Gruppi femministi. (…) Mi venne in mente Socrate: il fatto che erano i suoi discepoli ad adorarlo, non la moglie. E Karl Marx, sempre in giro con Engels mentre Jenny stava a casa coi bambini.”

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bianchi immEnzo Bianchi, La vita e i giorni. Sulla vecchiaia, Il Mulino 2018 (pp. 138, euro 13) 

“Per chi crede…”: l’avvertenza ricorre nel discorso, sommessa, come un distinguo doveroso ma che non suona mai come consiglio a conversioni tardive né come segnalazione di un vantaggio acquisito.

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simenon immLeonardo Sciascia, Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo, Adelphi 2018 (pp. 191, euro 13)
Geoges Simenon, Il fiuto del dottor Jean e altri racconti, Adelphi 2018 (pp. 163, euro 12)
Geoges Simenon, Il fondo della bottiglia, Adelphi 2018 (pp. 176, euro 18)

 A fine anni Trenta Simenon aveva già firmato col proprio nome le sue prime storie di Maigret,  abbandonando lo pseudonimo che aveva usato per qualche tempo.

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mendelshon imgDaniel Mendelshon, Un'Odissea. Un padre, un figlio e un'epopea, Einaudi 2018 (pp. 312, euro 20)

 "La nostra Odissea l'avevamo vissuta - per la durata di un semestre avevamo navigato insieme, per così dire attraverso quel testo, un testo che a me, seduto lì a osservare la figura di mio padre, sembrava sempre più relativo al presente che al passato".

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lewis imgPhillip Lewis, La montagna del padre, Bompiani 2018 (pp. 384, euro 19)

Una passione divorante di scrivere, in una famiglia in cui si pensa che non è quello il modo per guadagnarsi da vivere, in una cittadina in cui il pastore e i suoi parrocchiani bruciano i romanzi di Faulkner.

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alajmo immagineRoberto AlaJmo, L'estate del '78, Sellerio 2018  (pp. 173, euro 15)

In tutte le vite c’è un prima e un dopo. Un giorno, una stagione, un anno che hanno fatto da spartiacque. Ma devono essere passati perché la loro crucialità risulti evidente.

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Paasilinna immagineArto Paasilinna, Emilia l'elefante, Iperborea 2018 (pp. 252, euro 17)

“L’elefante è un miracolo di intelligenza e un mostro di materia”, ma non solo. A sorprendere, in questo essere contraddittorio, è anche la sensibilità:

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Sukegawa immagineDurian Sukegawa, Le ricette della signora Tokue, Einaudi 2018 (pp. 184, euro 18)

Per fare i dorayaki, dolci tradizionali giapponesi a base di pandispagna e marmellata di fagioli, occorre sentimento: a Sentarō, il pasticcere,  sembra una stravaganza della vecchia Tokue – aiutante che da subito si rivela maestra –  quello stare a guardare i fagioli da vicino; a osservarli uno ad uno, come se volesse sentirne la voce, o sperasse comunque di sentirla.

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balzano immagineMarco Balzano, Resto qui, Einaudi 2018 (pp. 192, euro 18)

La “marcia su Bolzano” nel ’22, con incendi di edifici pubblici, pestaggi, e i carabinieri che restano a guardare. La città ne esce cambiata: “ancora oggi camminare per Bolzano mi scombussola.

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immagine OlafsdottirAuður Ava Ólafsdóttir, Hotel silence, Einaudi 2018 (pp. 188, euro 18,50)

“Devo spararmi in sala o impiccarmi in camera da letto, il gancio del lampadario della cucina oppure quello del bagno? Cosa sarebbe più appropriato, il pigiama, un vestito elegante o i vestiti di tutti i giorni, con le scarpe o solo coi calzini?”

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immagine dal lagoAlessandro Dal Lago, Populismo digitale. La crisi, la rete e la nuova destra, Cortina 2018 (pp. 169, euro 14)

"Populismo perché i leader pretendono di agire in base al mandato diretto del popolo; digitale perché la nuova relazione tra leader e popolo avviene soprattutto nell'acquario del web."

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shi yang immagineShi Yang Shi, Cuore di seta. La mia storia italiana made in China, Mondadori 2017 (pp. 166, euro 17)

Made in China, nel titolo in copertina, è scritto come il timbro impresso sui prodotti commerciali: la storia di cui si racconta si svolge in Italia, ma il suo marchio d’origine è là, in Cina.

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tuti immagine 01Ilaria Tuti, Fiori sopra l’inferno, Longanesi 2018 (pp. 366, euro16,90 )

Nella migrazione del giallo verso la montagna, fra le l’agente Vogel di Donato Carrisi (La ragazza nella nebbia, Longanesi 2917)  e il Jeremiah Salinger di Luca D’Andrea (La sostanza del male, Einaudi 2016, seguito l’anno scorso da Lissy) fa la sua apparizione Teresa Battaglia, un commissario che anche con il Rocco Schiavone di Manzini ha parecchio in comune.

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Vann immagineDavid Vann, Aquarium, La nave di Teseo 2017 (pp. 277, euro 20)

“Non avevano mai sentito il vento. Non avevano mai patito il freddo, né visto la neve. Però dovevano aspettare. E cosa vedevano nel vetro? Vedevano noi, o solo il proprio riflesso, una casa di specchi?”

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immagine alexis 01André Alexis, Quindici cani. Un apologo, Einaudi 2017 (pp. 201, euro 18,50)

Un "apologo”: è l’autore stesso a definire in questo modo il suo romanzo. Ma Esopo non c’entra, per due ragioni: questi cani non insegnano nulla agli uomini.

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