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Britta Röstlund, Aspettando Monsieur Bellivier, Marsilio 2018 (pp. 363, euro 18.50)

Una Parigi poco turistica, abitata da personaggi che ne fanno un po’ una Belleville alla Pennac, quella di boulevard des Batignolles.

È lì che vive e lavora Mancebo, con la sua drogheria (ma siamo a Parigi, un negozio come il suo da noi – che delle drogherie abbiamo solo un ricordo, se abbiamo una certa età – si chiamerebbe minimarket). 
Una Parigi del terziario avanzato invece, la Parigi della Défense e dei palazzi della finanza, quella dove si muove Helena, donna in carriera, giornalista impegnata. Ma la città è in ogni caso la Parigi di oggi, barricata contro i fanatismi, con i cimiteri ebraici sorvegliati a vista in previsione di possibili atti di vandalismo, e i militari per le vie a prevenire azioni terroristiche.
Che cos’hanno in comune, i due protagonisti? Niente, tranne il fatto che entrambi ricevono un incarico misterioso: Mancebo deve farsi detective, e spiare il dirimpettaio per conto della moglie; Helena, trasformarsi nella segretaria del Monsieur del titolo, che resta invisibile, ma tramite intermediari le ha assegnato il compito di rinviare le mail indecifrabili che le giungeranno.
Non solo Pennac, anche Auster aleggia su queste pagine: il droghiere, ogni giorno affacciato al suo negozio a osservare la strada, e la casa di fronte, ricorda Auggie Wren, il tabaccaio di Smoke (gran film, ma c’è anche il racconto: Esperimento di verità. Il racconto di Natale, Einaudi 2005), e quando poi gli viene il dubbio di essere lui a venir spiato da quello che doveva sorvegliare è la Trilogia di New York (stesso editore, stesso anno) a venire in mente. Non bastasse, l’identità di Bellivier e le motivazioni del suo comportamento è ancora a Smoke che rimandano, ma è meglio non dire il perché: quello di Britta Röstlund non è solo un romanzo piacevole e riposante, è anche una di quelle storie di cui è meglio non rivelare il finale. Finale nel quale, inutile dirlo, le storie del droghiere e della giornalista confluiranno e il misterioso mandante – Beckett e il suo Godot no, non c’entrano – arriverà.

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Brescia, 1 luglio 2018
Carlo Simoni
www.secondorizzonte.it