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160408.appuntamenti riquadro copertinaGiovane sottotenente degli alpini, Carlo Emilio Gadda giunse in alta Valle Camonica nell’agosto 1915, comandato sul fronte dell’Adamello, e vi rimase fino al febbraio 1916. L’esperienza è annotata in un diario – che lo accompagnerà per l’intera stagione della guerra, fino alla rotta di Caporetto e all’arresto, e successivamente fino alla prigionia e al ritorno in patria – pubblicato in seguito come Giornale di guerra e di prigionia. A questo documento, e alle pagine camune in particolare, è dedicato il libro di Giancarlo Maculotti e Pierangelo Ferrari La guerra bianca di Carlo Emilio Gadda, che verrà presentato in libreria venerdì 8 aprile alle 17.30. Con i due autori dialogheranno Gianfranco Porta (storico) e Piero Gibellini (docente di Letteratura Italiana).

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Il ventiduenne Gadda che si arruolò volontario portava con sé, in sintonia con i sentimenti di un’intera generazione, un carico di entusiasmo per la grande avventura di una guerra vissuta come compimento del Risorgimento e, nello stesso tempo, come prova di carattere e di maturità. Misurata alla luce delle sue aspettative, la realtà della vita militare si rivelò una fonte continua di disillusioni e produsse in lui una rabbia crescente. Il Giornale non è tra le opere maggiori dello scrittore, ma, oltre a essere una delle testimonianze più significative dell’esperienza della Grande Guerra, è certamente il testo più importante per rilevare la matrice della morbosa sensibilità e della misantropia che esploderanno nelle pagine della maturità e che lo condizioneranno per l’intera esistenza.
Il libro La guerra bianca di Carlo Emilio Gadda si occupa del Giornale e della personalità del suo autore. Nella prima parte, Giancarlo Maculotti scava e ricostruisce in particolare, tema per tema, le pagine camune del testo: i luoghi frequentati, gli eventi bellici, i rapporti con i commilitoni, la corrispondenza con amici e familiari. Ne esce il quadro esaustivo di un fronte di guerra, un passaggio importante e drammatico della storia d’Italia. Nello stesso tempo, dalle pagine del diario, emerge l’alta Valle Camonica agli inizi del Novecento, le abitudini di vita, gli abitanti, i borghi non ancora assediati e stravolti dai processi di urbanizzazione e di modernizzazione. Nella seconda parte, Pierangelo Ferrari traccia un profilo della personalità e della concezione della vita dell’autore .

160408.appuntamenti copertina

Giancarlo Maculotti e Pierangelo Ferrari
La guerra bianca di Carlo Emilio Gadda
Compagnia della Stampa 2016, 248 p., € 20,00

la recensione di Enrico Mirani sul Giornale di Brescia del 4 aprile 2016

Giancarlo Maculotti (Ponte di Legno 1949), dopo l’esperienza dell’insegnamento, della dirigenza scolastica, dell’amministrazione (assessore C.M. e sindaco di Cerveno) si dedica ora alla ricerca e alla scrittura. Si è occupato di scuola in Lettera dalla scuola tradita (2009) e Andar per favole (1997). Di storia in: I signori del ferro (1988), Statuti del Comune di Ponte di Legno - XVI-XVII secolo (1993), Pastori di Valcamonica (con Mario Berruti, 2001), Case di Viso, cronaca di una strage annunciata (2004), La cellula sovversiva di S. Moritz (2013), Le Vicinie di Rogno (2015).

Pierangelo Ferrari (Brescia 1951), è stato docente di letteratura e di storia nella scuola secondaria superiore. Nel 2013 ha pubblicato La repubblica delle pere indivise (Grafo), un bilancio della sua trentennale esperienza in politica, alla quale ha dedicato l’impegno principale della sua vita, come dirigente di partito, consigliere regionale e quindi parlamentare.