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160312.appuntamenti riquadro copertinaMartedì 12 aprile, alle 17.30, l’Associazione Libri e Lettori invita al recital Adriano e Ignazio (vite forse parallele). Riflessioni intorno a Ignazio Buttitta, di e con Adriano Buttitta. Su una scena essenziale, in un'atmosfera onirica, l’attore Buttitta incontra il grande poeta e risale dall'omonimia alla parentela, quanto meno ideale, con il maestro della letteratura sociale in lingua siciliana del Novecento.

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Ignazio Buttitta (Bagheria, 19 settembre 1899 - 5 aprile 1997). Tra i poeti contemporanei che hanno scelto di esprimersi in siciliano, Buttitta è il più conosciuto, sia in Sicilia che nel resto d'Italia. La sua opera traduce in versi un intero secolo di storia sociale, politica, intellettuale della Sicilia, esplicitamente impegnandosi e radicandosi nelle cause e nelle conseguenze del disagio economico delle classi subalterne. Buttitta ha vissuto in prima linea le lotte contadine, le due guerre, l'antifascismo, la lotta contro la mafia e la classe politica post-bellica. Egli concepisce con chiarezza la letteratura come visione che si fa ragione, coscienza dell'ascoltatore, del lettore; quindi, progetto da agire nella realtà.
Nel 1922 è tra i fondatori del circolo di cultura “Giuseppe Turati”, che pubblica il foglio settimanale “La povera gente”. Nel 1923 esce la sua prima raccolta di versi dialettali: Sintimintali, e nel 1928 il poemetto Marabedda.
In questi anni, le sue poesie compaiono nel quindicinale isolano “Il Vespro Anarchico”, che sotto la guida di Paolo Schicchi conduce una veemente campagna antifascista. Nel 1943 decide di trasferirsi in Lombardia. L’invasione della Sicilia da parte degli Alleati gli impedisce di ritornare all’Isola e, costretto a rimanere in Lombardia, si impegna attivamente nella lotta partigiana venendo due volte arrestato. Dopo la Liberazione può finalmente tornare in Sicilia. Ha la possibilità di frequentare assiduamente Quasimodo e Vittorini. Di Quasimodo è la traduzione della raccolta Lu pani si chiama pani, edita nel 1954.
La poesia di Buttitta è fatta per essere recitata e cantata. Sono state numerosissime le sue recite in Sicilia e nel mondo. Nel 1956 viene pubblicato il Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali e nel 1963 la raccolta Lu trenu di lu suli. Nel 1963 comincia la sua collaborazione con la casa editrice Feltrinelli. Per i tipi dell’editrice milanese saranno date alle stampe le raccolte La peddi nova (1963), La paglia bruciata (1968), Io faccio il poeta (1972), Il poeta in piazza (1974), Pietre nere (1983). Nel 1982 compare il volume Prime e nuovissime che raccoglie molti dei suoi primi componimenti.
Buttitta si è dedicato anche al teatro. Ha realizzato insieme a Giorgio Strehler lo spettacolo Pupi e cantastorie di Sicilia, rappresentato a Milano nel 1956. Ha scritto Portella della Ginestra e Il Patriarca (1958). Successivamente ha rielaborato la «vastasata» in tre atti di autore ignoto Lu curtigghiu di li Raunisi (1975), e composto nel 1986 Colapesce. Nel 1972 gli è stato assegnato il Premio Viareggio. Nel 1980 gli è stata conferita, presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Palermo, la laurea honoris causa in materie letterarie. Le poesie di Buttitta sono state tradotte in Francia, Spagna, Grecia, Romania, Cina, Russia.

Adriano Buttitta (Camisano, CR, 1956) esordisce come musicista autodidatta negli anni Settanta, ma presto i suoi interessi si orientano verso il teatro: collabora alla stesura, alla riscrittura e alla messa in scena di commedie dialettali e di classici come Sogno di una notte di mezza estate, Volpone, Tartufo, e di alcune operette di genere buffo. Dopo un periodo di ritorno alla musica, nel 2000 l’incontro con Emanuela Sommi – poliedrica artista romana, diventata poi sua moglie – lo introduce nel mondo del teatro di improvvisazione. Con il gruppo delle “Pantegane” mette in scena diversi spettacoli a Brescia, nelle Marche e nel Lazio. Nel 2008 scrive e interpreta S maiuscola (spettacolo mediamente ricco nella sua povertà), a cui fanno seguito La prima volta (2010), Banane e lampioni e Saligia (2011), L’enigma di Myskyn e Nato abbastanza dopo il 4 Luglio (2013), Memorie di un ricucito (2014). Del 2015, infine, è Adriano e Ignazio (vite forse parallele).

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