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160414.appuntamenti riquadro copertinaDal novembre 1926, il regime fascista invia gli oppositori politici al confino. I più “pericolosi”sono destinati alle isole di Lampedusa, Favignana, Ustica, Ponza, Tremiti, Ventotene e Lipari. Su Lipari si sofferma la ricerca di Giuseppe La Greca, che ricostruisce, attraverso la vicenda dei testimoni diretti, la storia autentica di quegli anni nell'isola, la “Siberia di Mussolini”, in Voci dal confino, pubblicato da Edizioni Centro Studi Eolie. L'autore lo presenta in libreria, con lo storico Gianfranco Porta, giovedì 14 aprile alle 20.30

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Giuseppe La Greca Voci dal confino. Antifascisti a Lipari. Anno 1926: L’arrivo
Collana “Quaderni del confino” I - Edizioni Centro Studi Eolie Roma 2014

Con il primo volume dei Quaderni del Confino a cura di Pino La Greca, Edizioni Centro Studi Eolie dà avvio al piano editoriale di una collana di pubblicazioni con le quali ricostruire lo spaccato più autentico della storia di Lipari negli anni durante i quali l'isola ospitò gli antifascisti confinati, fra i quali i bresciani Italo Nicoletto; Antonia Oscar e Luigi Abbiati con i figli Dolores, Franco e Loris; Antonio Forini; Giuseppe Ghetti e la moglie Giuditta con i figli Wladimiro e Sigfrido, e quindi fu anche il luogo al centro di battaglie di libertà.

Il volume racconta l’avvio della colonia per confinati antifascisti di Lipari e la reazione della popolazione alla notizia del ripristino delle Eolie quale sede di confino. Descrive l’arrivo degli antifascisti e quello delle famiglie di alcuni di loro che li raggiunsero, la censura e le restrizioni alle quali furono sottoposti, la loro ricerca della casa e del lavoro, la biblioteca, la scuola e la palestra che crearono, l'organizzazione di mense comuni e la convivenza con la popolazione dell'isola.

«L’isola maledetta, l’isola del Diavolo, la Siberia di Mussolini, nell’immaginario degli stranieri e degli antifascisti era Lipari. La definizione è, per noi eoliani, orribile; “Maledetta”, “diabolica”, non era Lipari, ma coloro i quali l’avevano trasformata in un luogo di deportazione per secoli. Il nostro desiderio, oggi, è quello di ridare “voce” ai confinati, a “quelli che c’erano”, ai protagonisti e ai testimoni diretti della vicenda, per conoscere dalla loro voce Lipari e gli eoliani» Giuseppe La Greca, Premessa leggi il testo completo