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160415.appuntamenti riquadro copertinaLato oscuro del secondo conflitto mondiale, ignorato sinora dai libri di storia, la diserzione nella seconda guerra mondiale ha a che fare con il tragico destino di migliaia di giovani condannati dai Tribunali di guerra per essersi sottratti al fronte. Disertori, è la ricerca dello storico camuno Mimmo Franzinelli, che mette in luce speranze e drammi, illusioni e realtà di tanti giovani risucchiati loro malgrado nell'inferno della guerra. L'autore lo presenta venerdì 15 aprile, alle 17.30 in libreria con Martina Lanza (Ufficio europeo obiettori di coscienza), Flavio Marcolini (giornalista), Adriano Moratto (Movimento Nonviolento), Santo Peli (storico).

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Furono vigliacchi o eroi? Migliaia di ragazzi – giovanissimi, anche se molti già padri di famiglia – finirono davanti ai Tribunali di guerra perché si rifiutarono di partire per il fronte nella Seconda guerra mondiale, non rientrarono da una licenza, fuggirono dalle lande gelate durante la Campagna di Russia, non vollero accettare la Repubblica sociale dopo l'8 settembre. Quelli condannati alla fucilazione subirono l'infamante morte riservata ai traditori.
Mimmo Franzinelli rivisita questo complesso periodo storico per delineare tipologia e motivazioni dei disertori, e lo fa analizzando le dinamiche repressive (Codice penale di guerra, Tribunali militari, modalità delle esecuzioni capitali) e ricostruendo le storie di tanti soldati, nei più disparati scenari, le cui drammatiche vicende sono sottratte all'oblio non solo grazie ai diari inediti ma anche al ricordo ancora attuale dei loro parenti. Dalla «non belligeranza» (settembre 1939 - giugno 1940), quando due distinti flussi di soldati fuggono in Francia e Iugoslavia, alla prima fase dell'intervento italiano, quando disertori sono soprattutto i contadini e gli artigiani, poco disposti a morire in una guerra in cui non credono, sino all'estate 1943, quando, con lo sbarco in Sicilia, molti considerano persa la guerra, si battono di malavoglia e il fenomeno della diserzione aumenta a dismisura, acuendo la durezza della repressione, con «fucilazioni pedagogiche» dinanzi alle reclute. Con l'armistizio e la divisione dell'Italia in due governi (e sotto contrapposte occupazioni militari), la diserzione diventa il tarlo che rode l'impalcatura della Repubblica sociale e del Regno del Sud: i Tribunali militari lavorano a pieno ritmo e a Salò le fucilazioni si estendono anche a chi aiuta i «traditori», donne incluse. Questa storia, peraltro, non si conclude nel 1945: per oltre un ventennio la magistratura militare perseguirà gli ex disertori, inquisiti o imprigionati (e persino rinchiusi in manicomio) per essersi rifiutati di continuare a combattere.

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Mimmo Franzinelli
Disertori Una storia mai raccontata della seconda guerra mondiale
Mondadori 2016, 396 p., € 22,00

Una pagina nera nella storia dell'esercito italiano che ha per protagonista il generale Luigi Chatrian
L'articolo di Corrado Stajano sul Corriere della Sera del 3 aprile 2016

Mimmo Franzinelli parla del suo libro all'assemblea del Circolo Culturale Ghislandi a Breno, il 5 marzo 2016: link

Mimmo Franzinelli, storico del fascismo e dell'Italia repubblicana, è autore di numerosi saggi, fra cui: Delatori, Le stragi nascoste, Squadristi, Guerra di spie, L'amnistia Togliatti, Il delitto Rosselli, Il piano Solo, Il prigioniero di Salò, Il Duce e le donne, Bombardate Roma!. È inoltre autore dei libri fotografici Il duce proibito, RSI, Fiume, e curatore del diario di Angelo Del Boca Nella notte ci guidano le stelle.