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160503.appuntamenti riquadro copertinaDue poeti: un flusso di pensieri svelti, arguti, semiseri nei versi di Argonauti metropolitani del diciannovenne Lorenzo Gafforini; lo sguardo che si posa sui fiori, i frutti, i silenzi della campagna nelle composizioni de I colli di Zanetto del libraio, editore, bibliofilo Vittorio Zanetto. A dialogare con i due autori in libreria, martedì 3 maggio alle 17.30, la giornalista e critica letteraria Piera Maculotti.

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Lorenzo Gafforini – classe 1996 – ha pubblicato tre raccolte poetiche: Beotica danza (2013), Musa cercasi (2015) e, fresca di stampa, l’antologia Argonauti metropolitani.
Diciannove anni, neo-iscritto a Giurisprudenza, Lorenzo Gafforini prosegue a coltivare il suo amore per la scrittura. “Scrivere, scrivere / fino a farmi male al polso. / Sono felice, / sorrido a un foglio / e continuo”. Ne esce un flusso di pensieri svelti e vivi, arguti e semiseri: “una semplice telecronaca con delle riflessioni”. Uno sguardo sul mondo, diretto, "innocente" e saggio, sorprendentemente autoironico. Attento al cuore delle cose; quelle quotidiane: un cassonetto, il centro commerciale mangiasoldi, un ragazzino con occhi speranza, l'autobus mezzo vuoto ("neanche mezzo pieno").
E brevi amori e squallori, inevitabili addii, sorprese sospese, un quid di non senso...
Niente rime o retorici arabeschi ma il gusto della semplicità e della misura; è la sobria “orgogliosa normalità” di uno “scribacchino” che ama la scrittura perché t’invita a “vedere con i tuoi occhi”, a “pensare meglio" e "di più” (magari quando sei lì che aspetti "nervoso / imbottigliato nel traffico" delle tue idee).
“Musa cercasi”: oggi la danno per Morta. Ma forse è solo Muta: “muta mi chiami” – dice l’io lirico – “quanti viaggi ho fatto per ritrovarti"; ma alla fine la Poesia è sempre lì: "sotto casa / nel luoghi comuni e nella vanità delle parole”.
Se la cerchi, se la guardi, “lei guarda te”. Ed è un po’ “come guardarsi allo specchio” perché “la poesia ha qualcosa / di vagamente simile a un’anima”...
Parola del giovane Lorenzo Gafforini. (Piera Maculotti)

Lorenzo Gafforini
Argonauti metropolitani
Ilmiolibro 2016, pp. 236, € 9,00

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“Ciclope nell’antro piegato sul libro in via dei Poeti rincalzi il sapere, profeta di parola che leggera ti vola come grillo del bene, e Bologna ti legge nel chiosco delle sere.”
Zanetto, che è il ritratto di una semplicità lombarda, la sa lunga e sa cosa dire e fare a questo mondo. Nato sui colli che chiameremo i Colli di Zanetto, nel luogo di Montichiari, vede ciò che guarda, trascrive quel che ha visto. Come una tovaglia che scuote le briciole da un lato, così è anche questa Lombardia che scuote genti nascenti e provenienti ad accatastarsi nelle città. Se dunque il paesaggio è una tovaglia, Zanetto si situa dalla parte delle mani che la scuotono. Nel tempo si vedrà ma, al momento, lui resta fuori dalla mischia. Sta nella casa avita e, con la matita dei suoi testi poetici, mormora, dice e ridice i suoi fiori di bosco, i frutti, i silenzi, le irrigazioni che vogliono appalesarsi. Zanetto, con mano fine, lascia suonare le piogge come si conviene. È lo spartito del sottobosco e di una periferia che in un’altra esistenzialità sarebbe forse l’ombelico del mondo. Lui sa che la natura sembra farsi da parte ma solo per riprendere fiato e poi, forse, sopraffare la metropolitaneità. Così Zanetto colleziona, edita, dà voce ai poeti come ai fiori di campo dell’universo mondo naturale. La sua casetta che stampa, che raccoglie e significa è un fortilizio di indispensabile ruvida propizia testimonianza (Guido Oldani).

Vittorio Zanetto nasce a Borgo Frissino di Montichiari durante la seconda guerra mondiale e vive a Borgosotto di Montichiari (Brescia), dove nel 1964 ha fondato la Libreria Zanetti. Dal 1974 inizia l’attività della casa editrice Zanetti (poi mutata in Zanetto), dalla quale nel 2010 nasce la Fondazione Zanetto, di cui è presidente, sempre legata al territorio d’origine, anima del poeta. Libraio, editore, bibliofilo, poeta, storico, amico di Roberto Roversi, Mario Luzi, Alda Merini e Attilio Bertolucci, ha pubblicato Poesie (Gastaldi, 1973), Ed è quasi un sorriso (L’Italia letteraria, 1977), Guizzi (Vallecchi, 1983), Sabbie di fiume (Zanetto, 1998), Trilli del nascosto inverno (Zanetto, 2010), Poesia, ciò di dolcezza c’è... (Fondazione Zanetto, 2012). Le sue poesie sono state tradotte in spagnolo, tedesco, inglese e francese.

Vittorio Zanetto
I colli di Zanetto
a cura di Mario Oldani
Mursia 2015, pp. 118, € 15,00