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160511.appuntamenti riquadro copertinaDue viaggiatori, due punti di vista sull’India di oggi. “Un curiosissimo carotaggio nella società indiana: quelle cose che uno studioso non vedrà mai” è quello che, secondo Paolo Rumiz, offre Manuel Bonomo in Gelataio a Bombay, mentre è tra i due volti di un unico grande paese, l'India millenaria e l'India moderna, il confronto che, in C’era una volta l’India e c’è ancora, ci propone Antonio Ortoleva. Gli autori ne parleranno in libreria mercoledì 11 maggio alle 17.30, dialogando con Fiori Picco (sinologa, scrittrice).

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Manuel Bonomo
Gelataio a Bombay
Gam edizioni 2014, pp. 86 , € 10,00
«vendere gelati alla middle e upper class indiana in una gelateria tutta specchi e luci al neon sul limitare di una bidonville è il capitolo di un romanzo di formazione di cui non si vede la fine» Introduzione di Massimo Tedeschi leggi link a pdf allegato

Manuel Bonomo è nato in Italia 36 anni fa, ha lavorato per il teatro, come educatore e come insegnante di lingua italiana e attualmente fa il mercante di vini nel mondo. Irrefrenabilmente curioso e animato dalla passione per le lingue, ha vissuto alcuni anni in Spagna e in Africa e si è specializzato nel trovare scuse per viaggiare, come quella di fare gelati a Bombay.
Scrive per le pagine bresciane del Corriere della Sera e Gelataio a Bombay è la sua prima esperienza di scrittura che vada oltre la pagina di giornale.

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Antonio Ortoleva
C’era una volta l’India e c’è ancora
Navarra Editore 2015, pp. 128, € 12,00

L'india com'è stata nei millenni e l'India moderna, a cavallo delle nuove tecnologie: due volti di un unico grande Paese, in un reportage scritto a caldo.
Da New Dehli, capitale-Stato, a Rishikesh, capitale mondiale dello yoga, attraverso le pagine ci si muove nello spazio ma anche nel tempo, in un racconto che include il ritratto delle più importanti figure spirituali e politiche della storia del paese e la storia del suo sfruttamento da parte delle potenze coloniali, prima, e delle multinazionali, poi.
C'era una volta l'India e c'è ancora, in una modalità diversa dalla classica guida, guarda alla vita di tutti i giorni e fornisce le premesse necessarie per comprendere un popolo che ci sorprende per il suo sorriso sereno; per un approccio alla vita che non prevede frustrazione; che considera povero – sulla scorta dell'insegnamento di Ghandi – non chi non ha niente, bensì chi possiede troppo e pretende sempre di più.

Antonio Ortoleva, giornalista, redattore per trent'anni al Giornale di Sicilia, ha collaborato alle pagine culturali di quotidiani e periodici, e oggi è direttore del GR di Radio Cento Passi.