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160527.appuntamenti riquadro copertinaLa “Buona scuola”: riforma mancata o prima tappa di un nuovo indirizzo di politica scolastica? Due punti di vista espressi da Walter Tocci in La scuola, le api e le formiche. Come salvare l'educazione dalle ossessioni normative e Luciano Pazzaglia, in La buona scuola. Una riforma incompiuta?. Critico verso un testo legislativo giudicato poco attento a valorizzare le migliori esperienze della scuola italiana il primo, più aperto a valutare le nuove norme sulla base della prova che daranno sul campo il secondo, Tocci e Pazzaglia si confronteranno venerdì 27 maggio alle 17.30 in libreria, dialogando con l’insegnante Mario Bussi. L’incontro è organizzato in collaborazione con Cidi - Brescia (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti).

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Walter Tocci, La scuola, le api e le formiche
«In natura ci sono due comunità operose: le formiche che curano la vita in comune e le api che scrutano nuovi paesaggi. Ecco una sorta di manuale per i riformatori dell’istituzione scolastica: formicai accoglienti per le domande dei giovani, per i migranti, per gli adulti che tornano a studiare. E favi sapienti, alimentati dalla curiosità per il nuovo mondo e dalla creatività della didattica. Sono questi i mondi vitali che salvano l’educazione dalle ossessioni normative. Così sono maturate le buone opere e i giorni migliori della scuola italiana. Per editto è venuto ben poco».
La «Buona scuola» è una riforma mancata, ma una riforma mancata non è affatto innocua. Essa delude per la scarsità di proposte davvero innovative e va ad alimentare la sfiducia per gli insuccessi di tutte le leggi approvate nell’ultimo ventennio. Ha il difetto di complicare la vita delle scuole senza risolverne i problemi strutturali: la diseguaglianza nell’accesso e nell’esito dell’istruzione, soprattutto nel Mezzogiorno; la struttura dei cicli vecchia e ridondante, che costringe i giovani a rimanere a scuola un anno in più, perdendo nelle superiori i buoni risultati raggiunti dalle elementari; la regressione degli apprendimenti negli adulti che colloca l’Italia agli ultimi posti, altro che «superpotenza» culturale. Ci si poteva attendere una risposta coraggiosa a tali questioni da una classe politica giovane che ha mostrato una volontà di cambiamento. Invece, si è scelto di procedere lungo la strada già tracciata dai governi precedenti. All’enfasi comunicativa sulle riforme epocali sono seguite sempre alluvioni normative che hanno ostacolato le migliori esperienze didattiche. Nei venti anni di tentativi si sono sedimentati luoghi comuni e vincoli ideologici che hanno frenato fino a oggi una vera azione riformatrice. Se ne discute in queste pagine suggerendo una via d’uscita difficile e ancora incerta, ma alla ricerca di un diverso discorso di riforma, che coinvolga le energie e le intelligenze migliori di cui il nostro sistema dell’istruzione dispone. Una spinta creativa che ha sempre portato frutti, mentre la decisione tranciante dall’alto ha finora portato ben poco. La domanda di fondo è come mettere in grado il sistema educativo di assolvere nell’Italia di oggi ai compiti repubblicani: rimuovere le diseguaglianze, rielaborare la didattica di fronte alle sfide del nuovo mondo, accordare il tempo della scuola e il tempo della vita, ripensare la scuola come istituzione.

Walter Tocci è senatore della Repubblica. Nella sua qualità di membro della Commissione parlamentare per l’Istruzione ha partecipato – in posizione di primo piano e in dialettica con la maggioranza del suo partito – alla discussione sulla legge per la scuola del governo Renzi. È stato vicesindaco di Roma e assessore alla Mobilità. Ha accompagnato il lungo impegno politico con una produzione culturale che riguarda le politiche urbane, i temi politico-istituzionali e la cultura scientifica.

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Walter Tocci
La scuola, le api e le formiche. Come salvare l'educazione dalle ossessioni normative
Donzelli 2015, pp. XVI-192, € 19,50

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Luciano Pazzaglia, La buona scuola. Una riforma incompiuta?
Il volume ripercorre l’iter che ha condotto all’approvazione della Buona Scuola, la legge riguardante la riforma del sistema dell’istruzione e della formazione nel nostro Paese. Si tratta, senza dubbio, di una legge di grande interesse se non altro per la sua scommessa sull’autonomia degli istituti scolastici; ma la riforma che essa prospetta è ancora allo stato di abbozzo. In realtà, non tutte le disposizioni sono coerenti con la scelta autonomistica; inoltre, la definizione di diverse e delicate questioni è rinviata ai futuri decreti delegati. Solo quando sapremo come il governo intende aiutare la scuola ad adempiere i compiti della Repubblica, potremo capire se la Buona Scuola è davvero la prima tappa di un nuovo indirizzo di politica scolastica.

Sommario
Il riformismo scolastico repubblicano fra progetti e rallentamenti - L’iniziativa di Renzi per un rinnovamento del sistema educativo - Un iter legislativo molto tormentato - L’opposizione interna alla maggioranza e il voto di fiducia - Il piano straordinario per l’assunzione dei precari - L’organico dell’autonomia e il piano triennale dell’offerta formativa - I nuovi poteri del dirigente scolastico - L’alternanza scuola-lavoro e l’istruzione professionale superiore - Detrazioni e scuola paritaria - La riforma alla prova - La Buona Scuola Legge 13 luglio 2015, n. 107 Riforma del sistema nazionale d’istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti - Indice dei nomi

Luciano Pazzaglia è professore di Storia della scuola e delle istituzioni educative presso l’Università Cattolica di Milano e direttore dell’Archivio per la Storia dell’educazione in Italia. Ha pubblicato molti studi e ricerche dedicati alla storia dell’educazione e della scuola. Per l’Editrice La Scuola dirige gli «Annali di storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche» e ha recentemente tradotto e curato: L. Laberthonnière, Teoria dell’educazione e altri scritti pedagogici (2014); Crescere insieme. Scritti di Sergio Mattarella (2015), Premio speciale Capri San Michele 2015.

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Luciano Pazzaglia
La buona scuola. Una riforma incompiuta?
La Scuola 2016, pp. 184, € 12,50