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bedussi «Stanze quotidiane da una casa di passo»: viaggio nella meraviglia. Di Piera Maculotti

Quiete e silenzio. Stelle e cielo, alto nel cuore... C'è un respiro speciale - calmo e profondo - dentro l'«Eremo d'inverno», l'ultimo libro (La Parola, 194 pagine, 22 euro) del poeta, traduttore e insegnante Claudio Bedussi.

Alle 17.30 di oggi la presentazione alla Nuova Libreria Rinascita.


«Stanze quotidiane da una casa di passo»: il sottotitolo rimanda ad una quotidianità che sa «stare» salda, consapevole, pronta al «passo», aperta al viaggio.
Un cammino, anche interiore, verso il centro di sé. Guardando all'onda che «si frantuma senza frantumarsi», che muta e resta acqua; lo raccontava anche il saggio «La follia dell'onda - 13 passi nell'arte e nell'uomo» sulle tracce del poeta giapponese Basho, praticante laico dello zen, maestro di haiku (3 versi, 17 sillabe).
Lampi lirici, squarci di luce e verità che - nei 130 testi dell'Eremo - Bedussi alterna a strofe più distese e prose suggestive.«Come onda/ la nostra vita è un soffio. Come acqua/ la nostra vita è eterna». Fragile e potente. «Eternità istantanea», da vivere con semplicità, nella «meraviglia dell'attimo» che non insegue il futuro, non si rifugia nel passato.Bedussi è mosso da una spiritualità zen fin dagli anni 1970/72 dei suoi 3 processi e 10 mesi di carcere per la coraggiosa, inedita allora, obiezione di coscienza alle armi (contribuendo all'avvio della legge sul servizio civile).
Oggi, tra i monti e i boschi dell'Alto Garda, con la moglie Anna, cura un podere e «una casupola» che apre a chi - animato da spirito di pace e amore per la natura e la poesia - lì può scrivere, leggere, fare zazen (meditazione seduta), condividere pasti e passi, parlando il meno possibile. Per quello c'è sempre tempo, dice Bedussi che onora la forza e la bellezza della parola - «tesoriera dello scrigno del mondo» - con scritti vivi, eleganti, essenziali.