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Francesco Permunian è in libreria, giovedì 5 novembre alle 17.30, per presentare i suoi romanzi usciti nel 2015, un viaggio a ritroso nel nativo Polesine e una storia ambientata fra Veneto e Alto Adige, nei quali torna lo sguardo lucido e impietoso dello scrittore sul teatro della vita di provincia. Con Fabio Danelon dell'Università di Verona, e Nino Dolfo, del Brescia - Corriere della Sera, l'autore parla di Ultima favola (Il Saggiatore, pp.178 - € 16.00 ) e La polvere dell'infanzia e altri affanni di gioventù. Frammenti di un fotoromanzo popolare (Nutrimenti, con le fotografie di Duilio Avezzù, pp. 160 – € 15 )

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Francesco Permunian è uno degli autori più interessanti della letteratura italiana degli ultimi decenni. Franco Cordelli lo ha inserito nel 2014 fra gli autori rappresentativi della letteratura italiana contemporanea e Andrea Cortellessa lo ha incluso nell’antologia di sua cura La terra della prosa. Narratori italiani degli anni Zero (l’Orma, 2014).
Molti spettatori bresciani del Festivaletteratura di Mantova, ricordano l'appuntamento del settembre 2014 al Teatro Bibiena, quando Roberto Herlitzka ha letto alcuni brani di Ultima favola, con la regia di Mario Piavoli e la registrazione di Ennio Macerata.
Ultima favola racconta il mondo chiuso e paludato della piccola provincia italiana tutta casa chiesa e conventicole superficialmente linda, inamidata, inappuntabile, ma in realtà avvelenata da meschini sotterfugi, odi, taciute perversioni, attraverso la voce di un cronista della testata locale che – su suggerimento dello psicanalista- compila un diario dopo la morte dell'amata, vivendo nel suo ricordo e nel desiderio impossibile di vivere con lei un'ultima favola.
La polvere dell’infanzia ha nel Polesine, in cui l'autore è nato, il vero protagonista Un terra uscita stremata dalla guerra, in cui sono ancora fresche le cicatrici della lotta partigiana e dove piomberà a complicare le cose la storica alluvione del Po. E così, insieme alle inevitabili tresche paesane e alle grottesche vicende di provincia, lo scrittore svela anche una parte sepolta di storia del dopoguerra italiano.

la recensione di Nino Dolfo (Brescia Corriere della Sera)
la recensione di Maurizio Caverzan (Il Giornale)
la recensione di Mario Marchetti (L'Indice)
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