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I luoghi e i volti, il tempo della Terra e il tempo della vita negli scritti di uno scienziato, geografo, geologo, viaggiatore che ci parla da filosofo. Questo è Diario di un geografo (Cierre 2015, pp 372, 20 euro), il libro che raccoglie le pagine di Eugenio Turri nelle quali si ripercorrono cinquant'anni della sua esplorazione del paesaggio e della condizione umana.
Gli amici Costanza Lunardi, Luciano Lussignoli, Carlo Simoni, che lo hanno frequentato e conosciuto, condividendo il suo amore per il paesaggio e il suo allarme per le minacce alle quali è esposto, lo presentano alla nuova libreria Rinascita giovedì 12 novembre alle 17.30
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La nuova libreria Rinascita propone un'iniziativa dedicata al geografo, geologo, scrittore, giornalista e ambientalista veronese, che osservava e combatteva gli eccessi e gli sfregi del miracolo economico, scomparso 10 anni fa, lasciandoci l'indimenticabile immagine del Monte Baldo«come un mondo», tanto cara anche ai bresciani che, dalle sponde del Garda, condividono il paesaggio al quale Eugenio Turri rimase per sempre legato.
Eugenio Turri (Grezzana 1927-Verona 2005) ha dedicato il lavoro e la sua vita al paesaggio. Geografo per l'Istituto De Agostini, docente al Politecnico di Milano e consulente alla Pianificazione paesistica della Regione Lombardia, è autore di fondamentali saggi tra cui Antropologia del paesaggio, Semiologia del paesaggio italiano, Il paesaggio come teatro, La megalopoli padana, Il paesaggio e il silenzio.
Il poeta Andrea Zanzotto, suo appassionato lettore, definisce la sua “una sensibilità indagante, amorosa fino alla cupezza, che ha qualcosa da insegnare anche col disincanto.”

In Diario di un geografo si trovano prose e riflessioni che abbracciano un cinquantennio e sono ispirate sia dagli ambienti familiari del Garda, delle colline e dei monti del Veronese, sia dai paesaggi percorsi durante i suoi viaggi nelle zone aride dell'Asia centrale e dell'Africa, in una esplorazione che diventa indagine del paesaggio interiore e riflessione sulla condizione umana. Il volume raccoglie tre lavori che coprono l'intero arco della vita professionale di Eugenio Turri, riunendo in una nuova edizione, arricchita da uno scritto introduttivo di Andrea Zanzotto, le sue opere Diario del geologo (1967), Weekend nel Mesozoico (1992), e Taklimakan - Il deserto da cui non si torna indietro (2005).

“Turri ha saputo qui dare un saggio, dotato anche di valori schiettamente letterari, della sua sensibilità indagante, amorosa fino alla cupezza, ma che ha qualcosa da insegnare anche col disincanto.” Dallo scritto introduttivo di Andrea Zanzotto.

La recensione di Carlo Simoni (Brescia Corriere della sera)

La recensione di Lorenza Costantino (l'Arena)