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tondi.incontriLa nuova libreria Rinascita ospita alcuni appuntamenti del ciclo di Conversazioni letture incontri organizzati dal Laboratorio Parole che impegnano e dedicati al tema La sapienza femminile all’opera, dal 24 al 28 novembre

Scarica la locandina dell'incontro

Il Laboratorio Parole che impegnano, in collaborazione con nuova libreria Rinascita e Caffè letterario Primo piano, propone quattro giornate di appuntamenti ispirati dalla fiducia che - pur di fronte alla violenza e alla distruttività, di cui tutti siamo testimoni – l'energia di un'operosa e sommessa sapienza femminile sempre all'opera generi e rigeneri possibilità e condizioni di convivialità accogliente

La presentazione delle giornate a cura del Laboratorio Parole che impegnano:

La sapienza amorosa della vita è all’opera in ogni momento. Ma non c’è nulla di più sommesso, umile e poco vistoso. E, nello stesso tempo, più potente di questa energia che mantiene in vita la vita, dentro e fuori di noi. La vita, con i suoi sussulti, imprevisti, inciampi, discontinuità, lacerazioni e crepe è equilibrio instabile, trama delicatissima che le mani delle donne tessono e ritessono instancabilmente nel quotidiano.
La violenza e la distruttività, di cui tutti siamo resi testimoni, paralizzano il nostro sentire in uno stato di impotenza e di paura, di diffidenza e di disperazione, fino al punto di perdere il contatto con questa energia che ci apre alla vita, che sostiene e muove i nostri passi fin dagli inizi, liberando coraggio e curiosità nell’andare verso il mondo. Alcuni libri che abbiamo letto recentemente, altri che noi stesse abbiamo contribuito a far nascere risvegliano l’attenzione proprio su questa energia originaria, che possiamo chiamare fiducia, sul suo potenziale creativo e trasformatore che necessita, più che della visibilità, di legami profondi e reali per avvertirla e per transitare, da una persona all’altra, da una generazione all’altra, provocando metamorfosi radicali nei rapporti tra donne e uomini, tra individui di tradizioni spirituali e culturali differenti. E’ infatti energia che genera e rigenera condizioni di esistenza che rinnovano il mondo nel senso di una convivialità accogliente. Spinta che incoraggia ciascun essere umano a vivere nella verità, in armonia con il proprio sentire. Da questa spinta vengono le rivoluzioni invisibili che la sapienza femminile opera nel corso della storia e nel presente, grazie alla sua capacità di agire conflitti fecondi, che non hanno bisogno di armi. A questa sapienza femminile all’opera dedichiamo quattro giornate, da martedì 24 a sabato 28 novembre 2015, in collaborazione con nuova libreria Rinascita e Caffè letterario Primo Piano
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Burrnesha, progetto teatrale a cura di Valbona Xibri.

151118.copertina.gianotti respiro fiduciaCarla Gianotti, Il respiro della fiducia, Mimesis 2015
Carla Gianotti
 è docente di buddhismo indo-tibetano, tibetologa e saggista. Ha curato le traduzioni dal tibetano de: La Vita di Milarepa, Torino 2001, rist. 2004; Cenerentola nel Paese delle Nevi. Fiaba tibetana, Torino 2003; Il Grande Sigillo, Milano 2004. Ultimi volumi: Donne di Illuminazione. Dakinı e demonesse, Madri Divine e Maestre di Dharma, Roma 2012; In forma materna. In deiner Nähe, Poesie-Gedichte, Empoli 2014. Conduce incontri di meditazione di consapevolezza e seminari sulle dimensioni simboliche femminile e materna.

151118.copertina.beghineSilvana Panciera, Le Beghine, Gabrielli editore 2011
Il movimento beghinale è stato soprattutto un movimento di donne, comunemente conosciute con il nome di beghine. Per il loro carattere d’indipendenza verso l’autorità maschile potrebbe essere anche considerato il primo movimento femminista. Ma perché il termine “beghina” è oggi usato come sinonimo di bigotteria o d’ipocrisia? La grande ricchezza spirituale scaturita dal movimento beghinale ha nutrito i trattati teologici di nomi celebri, come Meister Eckart o l’ammirabile Ruysbroeck, ma gli scritti delle beghine sono quasi inesistenti. Perché? E come mai, benché siano state le prime infermiere d’Europa, non esiste traccia di questa loro missione nei libri di storia della medicina? Queste ed altre domande troveranno risposta nella presente pubblicazione il cui scopo è riabilitare una lunga, feconda e spiritualmente ricca storia di donne che hanno cercato la santificazione nella libertà e che tanto avrebbero ancora da dire a noi donne e uomini del XXI secolo

151118.copertina.ildis agioGemma Martino, Hubert Godard, Il dis-agio in senologia, Metis 2013
Gemma Martino (Direttore emerito della Divisione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e direttore scientifico di Metis – Centro Studi in oncologia formazione e terapia) e Hubert Godard (Analyse du Mouvement Université de Paris VIII) sono gli autori del libro, uscito nel dicembre 2013 con il patrocinio della Scuola Italiana di Senologia indirizzato a curanti e curate.
Tenerezza e competenza. Sono queste le due parole chiave per capire come si traduce in sapiente e rispettosa pratica di cura il discorso, teorico e al contempo fortemente politico, di Gemma Martino e Hubert Godard. Rompendo la dualità nefasta che vuole il curante in posizione di potere e il curato in posizione di dipendenza e subalternità, questi due ricercatori esperti nell'arte sottile della relazione propongono un modello terapeutico basato sull'ascolto, lo scambio, la fiducia. Il sapere medico - questo il loro umanissimo e rivoluzionario approdo - non è solo un insieme di tecniche e di specialismi, un operare dall'alto sul bisogno muto del paziente. È anche, e forse in primo luogo, capacità di raccogliere e interpretare l'esperienza complessiva della persona che al medico si rivolge, senza ridurlo ai suoi sintomi”.

151118.copertina fontana.traccia.corsaMaria Grazia Fontana, La traccia della corsa, ed. www.secondorizzonte.it
Non la linearità di una via, neppure il segno evidente di un sentiero ma la labilità di una traccia, appena accennata, sconnessa, difficile da tenere.
Suggerimenti poco ortodossi e scarsamente atletici per la pratica del correre.

 

151118.copertina.mia madre e femministaMarina Santini e Luciana Tavernini, Mia madre femminista. Voci da una rivoluzione che continua, Il Poligrafo 2015
Ma doveva proprio capitarmi una madre femminista? Un dialogo, un’opera collettiva, un lavoro durato sette anni che è una sorta di lunga lettera per raccontare alla figlia ragioni e sentimenti, emozioni ed eventi che hanno trasformato la vita della madre. Il libro – «Mia madre femminista. Voci da una rivoluzione che continua», edito da Il Poligrafo – è scritto a quattro mani da Marina Santini e Luciana Tavernini, ma vi confluiscono le esperienze di tante donne e qualche uomo che in testi brevi raccontano episodi, commentano foto inedite, rievocano scoperte, lotte e fatiche sempre partendo da sé. E ripercorrono cinquant’anni di storia italiana.

Marina Santini, dopo essere stata responsabile del Centro documentazione del “Corriere della sera”, si è dedicata all’insegnamento e al lavoro con la Comunità di storia vivente di Milano. Ha fatto parte della redazione di “Via Dogana”, la rivista della Libreria delle donne. Si è occupata di Marina del Goleto, Herrada di Hohenburg, Cristina di Belgiojoso e ha pubblicato lavori incentrati sull’esperienza didattica. È una delle curatrici della mostra “Noi utopia delle donne di ieri, memoria delle donne di domani” sugli ultimi quarant’anni del femminismo a Milano.

Luciana Tavernini partecipa alle attività della Libreria delle donne e della Comunità di storia vivente. Segue con Marina Santini la programmazione degli eventi del “Circolo della rosa”. A lungo insegnante di lettere, ha collaborato a testi scolastici e all’ipertesto “Il secolo delle donne” all’interno del progetto “Tutta un’altra storia – Laboratorio ’900”. Ha scritto, oltre ad articoli e recensioni, saggi di storia in particolare su Rosvita di Gandersheim e Cristina di Belgiojoso. Scrive poesie.

151118.copertina.lavoratriciripreseroculturasitoAnna Frisone, Quando le operaie si ripresero la cultura, Editrice Socialmente 2014
Gli sconvolgimenti del decennio Settanta, attraverso l’esperienza del femminismo sindacale e dei corsi 150 ore delle donne: all’incrocio tra i temi del lavoro, della scuola e della differenza di genere.

Anna Frisone è nata a Genova nel 1985. È dottoranda in storia presso lo European University Institute. Entrambe le sue tesi di laurea sono state premiate a livello nazionale (Gisa Giani 2012, Diana Sabbi 2013). I suoi principali interessi di ricerca sono: storia orale, storia di genere e storia del lavoro.

151118.copertina.lavitacamminaDelfina Lusiardi e Annamaria Piussi, E la vita cammina quasi dritta, QuiEdit 2015
Il libro è frutto di un itinerario di ricerca realizzato con donne in una particolare fase della loro vita: l’essere madri, fare le madri di adolescenti alle prese con una crisi di sviluppo più o meno grave. Al centro sono le loro voci che tessono pazientemente i fili di una narrazione che costringe, e nello stesso tempo aiuta, a riattraversare l’oscurità vissuta, nella quale il dolore esistenziale delle figlie le ha trascinate. Passaggio fondamentale, esperienza di nuova nascita delle figlie e metamorfosi dell’essere madre. Trasformazione radicale del proprio sguardo di madre che, in questo travagliato divenire donna della figlia, impara a orientarsi nel buio, a ritrovare i propri passi, ad affrontare “la strada a testa alta”. E a riconoscere, infine, che la linearità, nel vivere, non è che un ideale, un’illusione, perché in realtà “la vita cammina quasi dritta”, come recita l’ultimo verso della poesia di Emily Dickinson che, non a caso, ha ispirato il titolo di questo libro.

Delfina Lusiardi vive a Brescia, dove ha insegnato filosofia e storia nei licei e contribuito alla nascita di luoghi della libertà femminile. Al centro dei suoi interessi è l’esperienza delle donne, alla quale dedica la sua ricerca e il suo lavoro di parola. Collabora con la comunità filosofica Diotima, per un pensiero della differenza sessuale e con l’associazione Aspasia, per una filosofia che accompagna la vita. Con Metis- medicina e memoria (Milano) ha pubblicato e curato contributi sulla malattia e la relazione di cura. Anima incontri e laboratori di autoconoscenza mediante pratiche del profondo ed esercizi meditativi ispirati alla tradizione zen.
«Sperimento la scrittura che dà il senso di leggerezza e la scrittura che affatica i giorni, ingombra la vita, fa violenza al silenzio. Mi muovo tra scrittura che solleva, e viene come una grazia, e scrittura che costa fatica, sacrificio. Travaglio, questo, lavoro in senso proprio. Lavoro di parola che è spalare terra, dissodare terreni inariditi, liberarli dai grovigli di radici disordinate, per restituire al mondo la sapienza femminile della vita con la sua fecondità e la sua paziente sopportazione. Per trasmetterla con le parole semplici che una donna può trovare. L’ultimo libro, “E la vita cammina quasi dritta”. Un laboratorio di narrazioni pazienti, con Annamaria Piussi (2015), è una testimonianza di questa ricerca»

Anna Maria Piussi, già docente ordinaria di Pedagogia all’Università di Verona, dove continua a insegnare, partecipa alla comunità filosofica femminile Diotima dal suo inizio. Uno dei suoi interessi principali è il nesso tra educazione e politica, intendendo queste fondamentali dimensioni di esperienza come vie di trasformazione. Ha contribuito a sviluppare e far conoscere in Italia e in alcuni paesi europei ed extraeuropei il pensiero e la pedagogia della differenza sessuale. È autrice di varie pubblicazioni, molte delle quali edite anche in altre lingue.

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