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tondi.incontriRispondere alla domanda di giustizia dei cittadini e, insieme, rispettare il diritto del condannato al pieno reinserimento sociale. Da qui parte la riflessione proposta nei due momenti di incontro sul tema del carcere organizzati da nuova libreria Rinascita venerdì 20 novembre.

Scarica la locandina dell'incontro

La gran parte dei condannati a pene carcerarie torna a delinquere; la maggior parte di essi non viene riabilitata, come prescrive la Costituzione; la condizione carceraria, per il sovraffollamento, la violenza fisica e psicologica, è di una durezza inconcepibile per chi non la viva e al tempo stesso le vittime dei crimini sono ridotti in moltissimi casi alla semplice ricerca della vendetta, senza potersi giovare di alcuna autentica riparazione, di alcuna genuina guarigione psicologica.
È possibile pensare a forme diverse di sanzione, che coinvolgano vittime e condannati in un processo di concreta responsabilizzazione da parte del sistema della giustizia e di tutta la società?

Con il dibattito - alle 15 in libreria – al quale partecipano Francesca Gioieni (direttrice della Casa circondariale di Canton Mombello - Brescia), Francesca Lucrezi (direttrice della Casa di reclusione di Verziano – Brescia), Luisa Ravagnani (Garante dei detenuti a Brescia), Luigi Manconi (sociologo, senatore della Repubblica), Gherardo Colombo (ex magistrato e scrittore), Luciano Eusebi (giurista, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Andrea Fora (Federsolidarietà – Confcooperative), si vuole dare voce a chi quotidianamente, in ambiti e ruoli diversi, nella nostra città si occupa direttamente del sistema del carcere, nel tentativo di comprendere (oltre gli slogan e i luoghi comuni) la realtà della vita in carcere, delle persone (detenuti, ma non solo) che "lo abitano", delle difficoltà che immagino ogni giorno si incontrano, delle possibilità già oggi concrete di un modo diverso, migliore, più umano di scontare e riparare al danno commesso con il reato, di come e se sia possibile una diversa relazione con tutti i mondi che esistono fuori dalla mura.
Alle 17.30, a Palazzo Martinengo Colleoni-BREND, in via Moretto 78-Brescia, in veste di autori di opere che mettono al centro il problema della pena, animeranno una tavola rotonda Gherardo Colombo, autore di Il perdono responsabile, Luigi Manconi, autore di Abolire il carcere e La pena e i diritti. Il carcere nella crisi italiana, Luciano Eusebi, autore di La Chiesa e il problema della pena e Una giustizia diversa. Il modello riparativo e la questione penale

Luciano Eusebi - Una giustizia diversa
Luciano Eusebi è professore ordinario di Diritto penale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Diritto penale. Nei suoi scritti ha approfondito temi attinenti alla teoria della pena e alla riforma del sistema sanzionatorio penale, agli elementi della colpevolezza e, in genere, alla teoria del reato. Ha dedicato vari studi, inoltre, a problematiche di rilievo biogiuridico nonché al rapporto fra problematica penalistica e teologia.

Nel suo Una giustizia diversa. Il modello riparativo e la questione penale (Vita e pensiero 2015, pp 135, euro 15) prospetta un approccio fondato sul concetto di giustizia riparativa (restorative justice), una giustizia diversa, appunto, «che scelga di rimanere fedele all’agire secondo il bene di tutti anche quando si tratta, e proprio perché si tratta, di opporsi al male. Una giustizia, dunque, che sappia fare progetti di bene dinnanzi al male; che si orienti, anche nell’affrontare il male, non a dividere, ferire, distruggere, ma a ristabilire relazioni buone quando non lo siano state e, pertanto, a rendere nuovamente giusti rapporti segnati dalla prevaricazione o dall’odio»

Gherardo Colombo Le alternative alla punizione e alle pene tradizionali
Gherardo Colombo è entrato in magistratura nel 1974, carriera che ha abbandonato nel 2007. Dal 1989 al 2005 è stato Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Fino al 2005 ha condotto o collaborato a inchieste celebri come la scoperta della Loggia P2, il delitto Ambrosoli, i c.d. fondi neri IRI, Mani pulite, i processi Imi-Sir. Lodo Mondadori e Sme. È presidente della casa editrice Garzanti Libri e consigliere del Consiglio di Amministrazione della RAI. Uscito dalla magistratura, Gherardo Colombo si è impegnato a stimolare la riflessione sul senso della giustizia, sulla Costituzione e sul rispetto della legalità. L'attività intrapresa, i percorsi di ricerca, le proposte e le informazioni sono approfondite sul sito che prende il nome da un celebre saggi di Colombo: Sulle regole
«Quando ho iniziato la carriera di magistrato ero convintissimo che la prigione servisse, ma presto ho cominciato a nutrire dubbi. Anche se non lho detto mai, ritenevo giusto, ad esempio, proporre che i giudici, prima di essere abilitati a condannare, vivessero per qualche giorno in carcere come detenuti. Continuavo a pensare che il carcere fosse utile; ma piano piano ho conosciuto meglio la sua realtà e i suoi e¬ffetti. Se il carcere non è una soluzione efficace, ci si arriva a chiedere: somministrando condanne, sto davvero esercitando giustizia?»
In Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla (Ponte alle Grazie 2013, pp136, euro 9,90) Gherardo Colombo indaga le basi di un nuovo concetto e di nuove pratiche di giustizia, la cosiddetta giustizia riparativa, che lentamente emergono negli ordinamenti internazionali e nel nostro. Pratiche che non riguardano solamente i tribunali e le carceri, ma incoraggiano un sostanziale rinnovamento nel tessuto profondo della nostra società: riguardano l'essenza stessa della convivenza civile.

Luigi Manconi - Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini
Abolire il carcere di L.Manconi, S.Anastasia, V.Calderone, F.Resta, Chiarelettere, 2015
«la costituzione non parla mai di carcere, né di pena detentiva. Anche se i costituenti conoscevano solo il carcere (per averne fatto esperienza direttamente durante il fascismo) e la pena capitale, furono lungimiranti: saggiamente non aggettivarono le pene, lasciando campo libero a un legislatore che volesse cambiare radicalmente la fisionomia delle sanzioni penali.
E quel legislatore dovrebbe sapere, innanzitutto, come sia inequivocabilmente provato che il carcere non costituisce un efficace strumento di punizione. In primo luogo perché quanti vi sono reclusi si troveranno a commettere nuovi delitti in una percentuale elevatissima, più del 68 per cento. Il sistema penitenziario, pertanto, produce l’effetto opposto a quello a cui dovrebbe mirare – ridurre il tasso generale di criminalità – e finisce con l’affinare le capacità delinquenziali dei detenuti, insediandoli più profondamente nel tessuto della illegalità e negando loro ogni alternativa di vita.
Allo stato attuale, le diverse finalità della carcerazione, inoltre, tendono a ridursi via via a una sola e a concentrarsi, alla prova dei fatti, nell’esclusiva funzione di affliggere il condannato per il reato commesso. Così, la pena si mostra nella sua essenzialità come vera e propria vendetta. In quanto tale, essa risulta priva di qualunque effetto razionale e totalmente estranea – direi: indifferente – a quel fine che la costituzione indica nella “rieducazione del condannato”»

Andrea Fora coordinatore Area Giustizia Federsolidarietà Confcooperative:
«Occorre valorizzare la funzione rieducativa della pena attraverso la formazione e il lavoro. I numeri dimostrano che investire nell’inserimento lavorativo abbatte la recidiva dall’80% al 10%. Su 100 detenuti che seguono percorsi di formazione e di inserimento lavorativo in carcere – conclude Fora – torna a delinquere il 10%, al contrario chi è sottoposto a trattamenti standard torna a delinquere l’80%. Va da sé che è una piaga sociale che non si rimargina e contribuisce solo a intasare il sistema giudiziario e gli istituti di pena»

Le statistiche aggiornate dal Ministero della Giustizia

I libri
151118.foto.bibliografia.carcereDa Le mie prigioni di Silvio Pellico a Cattivi di Maurizio Torchio, le opere di Cesare Beccaria, Oscar Wilde, Dumas e tanti altri romanzieri e saggisti, in libreria per chi vuole continuare a riflettere sul tema, con un libro fra le mani

Gherardo Colombo, Il perdono responsabile Ponte delle Grazie
Luigi Manconi, Abolire il carcere Chiarelettere
Luigi Manconi, La pena e i diritti. Il carcere nella crisi italiana Carocci
Luciano Eusebi, La Chiesa e il problema della pena Morcelliana
Luciano Eusebi, Una giustizia diversa. Il modello riparativo e la questione penale Vita e Pensiero
F. Vianello, Il carcere. Sociologia del penitenziario, Carocci 2012
S. Ricciardi, Cos’è il carcere. Vademecum di resistenza, DeriveApprodi 2015
L. Ferrari, No prison. Ovvero il fallimento del carcere, Rubbettino 2015
E. Goffman, Asylums, Einaudi
C. Beccaria, Dei delitti e delle pene
A. Dumas, Il conte di Montecristo
S. Pellico, Le mie prigioni,
A. Gramsci, Lettere dal carcere
F. Dostoevskij, Memorie di una casa morta,
F. Kafka, Nella colonia penale,
M. Foucault, Sorvegliare e punire,
O. Wilde, De profundis, Feltrinelli 2014
B. Sands, Un giorno della mia vita. L’inferno del carcere e la tragedia dell’Irlanda in lotta, Feltrinelli 2014
E. Bunker, Animal factory, Einaudi 2004
E. Bunker, Educazione di una canaglia Einaudi 2008
S. Boezio, La consolazione della filosofia, Einaudi 2010
G. Sapienza, L’università di Rebibbia, Einaudi 2012
P. Bellotti, Visti da dentro, Itaca editore 2015
L. De Cristoforo, Donne dietro le sbarre, Rubbettino 2013
M. Puig, Il bacio della donna ragno, Einaudi 2005
G. Boldrini, Ragazzi soli, Bruno Mondadori 1992
Ken Saro Wiwa, La vera prigione
L. Tolstoj, Resurrezione
M. Torchio, Cattivi, Einaudi 2015