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tondi.incontriLe vicende della celebrazione del Primo Maggio ripercorse intrecciano il quadro nazionale e internazionale con quello bresciano sono il tema del libro di Diego Angelo Bertozzi Socialismo, pace e demo-crazia. Cento anni di Primo Maggio bresciano (Zambon, 2015, pp 460 euro 20).
Sabato 12 alle ore 11 l'autore lo presenta in libreria, dialogando con Damiano Galletti (presidente Archivio storico Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani), Gianfranco Porta (storico), Alexander Höbel (Università  Federico II di Napoli)

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Diego Angelo Bertozzi, nato a Brescia nel 1973, specializzato in storia internazionale, concentra le sue ricerche sulla Cina. Collabora con l'Archivio storico della Camera del lavoro di Brescia, con cui ha curato il progetto sulla storia del primo maggio, sfociato nella pubblicazione del suo ultimo saggio.

Scrivere una storia del Primo Maggio non significa limitarsi a ripercorrere le tappe di una manifestazione che si ripete di anno in anno da più di un secolo. Significa anche raccontare la storia di una speranza di riscatto, di una utopia, quella socialista di una società di eguali e senza sfruttamento, che per un giorno sembra farsi reale nelle speranze e nei comportamenti dei lavoratori in festa. Tradotto sul piano locale, il Primo Maggio, dalle origini alla prima guerra mondiale, è la cartina di tornasole degli sviluppi del giovane socialismo bresciano: i difficili inizi, la repressione, la prime libertà, la conquista della città in alleanza con i liberali, le divisioni interne tra riformisti e rivoluzionari, lo scontro con il forte movimento cattolico e l'addensarsi delle prime nuvole belliche.

L'intervista all'autore (Nicola Rocchi – Giornale di Brescia)