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160119.appuntamenti riquadro copertinaÈ una storia di insulti, discriminazioni e pregiudizi politici nei confronti delle donne quella raccontata in Stai zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo. Ed è una storia nella quale la politica italiana si mostra singolarmente unanime. L'autore Filippo Maria Battaglia, su invito della sezione bresciana dell'AIED (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) ne parlerà in libreria mercoledì 3 febbraio alle 17.30. Con l’autore dialogherà Italia Brontesi (Corriere della Sera).

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A casa sono le regine indiscusse, fuori le suddite sottomesse. Viste dalla politica, le donne italiane devono essere così. «La moglie fa la moglie e basta», deve essere «remissiva», ha molti doveri, pochi diritti e «specifiche attitudini». Se la donna è emancipata diventa subito di «facili costumi», se è bella «è per questo che fa carriera», se è brillante non può che essere «abilmente manovrata».
Alla storia di insulti, discriminazioni e pregiudizi politici nei confronti delle donne raccontata da Filippo Maria Battaglia in Stai zitta e va’ in cucina prendono parte quasi tutti: i padri costituenti e Beppe Grillo, il Pci e Silvio Berlusconi, la Dc e i partiti laici, i piccoli movimenti e le grandi coalizioni. Premier, segretari di partito, ministri, capi di Stato, giù giù fino all’ultimo portaborse sconosciuto. Dopo il suffragio universale, «concesso» nel ’45, il maschilismo italico si fa sentire già con la stesura della Costituzione, per proseguire fino ai giorni nostri, tra appelli, citazioni sofisticate e insulti da bettola.
Dalla battaglia sul divorzio alle norme contro la violenza sessuale, dall’accesso alla magistratura al dibattito sulle quote rosa, questo libro è un succinto racconto storico – incredibilmente attuale –, per capire come si è diffusa e perpetrata la misoginia politica in uno dei Paesi più maschilisti d’Europa.

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Qui un florilegio delle 22 frasi che fanno la storia del maschilismo in politica.
Nel sito dell'autore, un'ampia rassegna stampa di recensioni al libro, giunto alla quinta edizione.

Filippo Maria Battaglia (Palermo, 1984), giornalista di «Sky TG24», vive a Milano. Ha scritto tra l’altro per le pagine culturali di «Panorama», «Il Foglio», «Il Giornale», e del dorso siciliano di «Repubblica». È inoltre autore di: Lei non sa chi ero io! La nascita della Casta in Italia (2014), A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della Seconda Repubblica (con A. Giuffrè, 2013) e I sommersi e i dannati. La scrittura dispersa e dimenticata nel ’900 italiano (2013). Ha curato diverse antologie giornalistiche, tra cui Scusi, lei si sente italiano? (con P. Di Paolo 2010) e Professione reporter. Il giornalismo d’inchiesta nell’Italia del dopoguerra (con B. Benvenuto, 2008).

Aied Brescia