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160204.appuntamenti riquadro copertinacSullo sfondo e pienamente partecipi dei drammatici avvenimenti del “secolo breve”, le vicende realmente vissute da una coppia di persone comuni, originari l’uno della montagna bresciana e l’altra delle campagne laziali, e poi dai loro figli, a Brescia, negli anni della strage di piazza della Loggia. A narrare è Alberto Panighetti in Il Novecento di Tirda e Batistì. Tra Adamello e Lepini, Eden e Vassiano, Brescia e Roma, che l'autore, dialogando con Claudio Bragaglio, presenterà in libreria venerdì 12 febbraio alle 17.30.

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Cresciuti in contesti profondamente diversi sul piano storico e sociale – la Valle Camonica “bianca”, con l’Olcese, la filanda maggiore del mondo lui, e l'Agro Pontino “rosso”, agricolo e pastorale lei – Tirda e Batistì si conoscono quando lui partecipa alla bonifica pontina, contraendo la malaria. Sposati e stabilitisi a Eden (Esine), prendono parte all’episodio locale più famoso della lotta partigiana, dopo un grave infortunio sul lavoro occorso a Batistì proprio all’Olcese. Al manifestarsi della malattia mentale del figlio Nello, negli anni sessanta la famiglia si trasferisce a Brescia, dove i figli Elena e Alberto restano a vivere e sono direttamente coinvolti nella storia della città (Alberto da protagonista) prima e dopo la strage di piazza della loggia.

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160204.panighetti.seppiaAlberto Panighetti è stato prima insegnante e poi avvocato del lavoro e penalista. Consigliere comunale di Brescia per il Pci dal 1970 al 1985 e commissario nell’azienda municipalizzata nei cinque anni seguenti.

La presentazione è promossa con il contributo di Fondazione DS di Brescia