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160206.appuntamenti riquadro copertinaCento parole emblematiche del cambiamento intervenuto anche nel linguaggio che si riferisce al cibo, nell’ambito dei profondi mutamenti che negli ultimi cinquant’anni hanno attraversato il mondo e il nostro rapporto con il bisogno primario di mangiare. Dalla A di Agricoltura alla Z di Zappare, passando per Bellezza, Fame, Innovazione, Prezzo, Vegetariani, le parole del cibo e le loro evoluzioni di significato sono raccontate da Cinzia Scaffidi in Mangia come parli. Com’è cambiato il vocabolario del cibo (Slow Food Editore), che sarà presentato in libreria martedì 23 febbraio, alle 17.30 in collaborazione con Slow Food Brescia. Dialogheranno con l'autrice (giornalista e docente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo) Carlos Mac Adden (Corriere della Sera) e Francesco Amonti (Slow Food Italia).

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Negli ultimi cinquant’anni, con i nuovi modi di produrre, di pensare, di vivere, sono cambiati anche i costumi alimentari e con essi il linguaggio che al cibo si riferisce. Nuove parole sono apparse, delle vecchie molte hanno assunto nuovi significati. Questo libro ne descrive cento, emblematiche di un’evoluzione su cui è necessario riflettere per soddisfare in maniera attenta e consapevole un bisogno primario.
Cosa intendevano i nostri nonni quando, a proposito di cibo, dicevano ''naturale'', ''pulito'', ''sicuro''? E cosa intendiamo noi oggi, dopo 50 anni di mercato, industria alimentare e comunicazione pubblicitaria? Una rassegna di parole chiave nel discorso gastronomico che usiamo quotidianamente e che, spesso, si sono trasformate profondamente, fino a sfiorare i loro contrari.

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Cinzia Scaffidi
Mangia come parli. Com’è cambiato il vocabolario del cibo
Prefazione di Tullio De Mauro
Bra 2014, Slow Food Editore, 192 pp.

La prefazione al libro di Tullio De Mauro

«Se Biancaneve avesse letto questo libro la sua storia sarebbe andata in modo diverso»
Elena Masuelli “Tuttolibri - La Stampa”