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160317.appuntamenti riquadro copertinaLa testimonianza di Licia Fucina dalle zone fra Siria e Turchia e al confine di Grecia e Macedonia, fra uomini donne e bambini che cercano rifugio in Europa: raccontare quello che ha visto è il compito che loro le hanno affidato. La ascoltiamo giovedì 17, alle ore 17 nella sala incontri della nuova libreria Rinascita.

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Licia Fucina, operatrice della cooperativa La Rete, che lavora nel progetto di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo a Brescia, è una volontaria che riserva i suoi giorni di ferie alle missioni organizzate dall'Osservatorio dei Balcani e Caucaso, per portare sostegno alle popolazioni vittime della guerra nelle zone fra Siria e Turchia, dove si consuma il dramma del popolo curdo.
Fra gennaio e marzo 2016 Licia ha trascorso alcune settimane nelle terre da cui fuggono uomini donne e bambini che chiedono rifugio in Europa: a Silopi, fra Siria e Turchia, e poi a Idomeni, confine fra Grecia e Macedonia.
Amici e colleghi l'hanno accompagnata idealmente e attendono di conoscere dalle sue parole quello di cui, da qui, si sente solo un'eco. Raccontare quello che ha visto è la responsabilità di cui Licia si sente investita, il compito che le persone che ha incontrato le hanno affidato.

Partita a gennaio con la prospettiva di portare aiuto agli operatori al lavoro nei campi profughi, l'incruderlirsi della guerra nelle zone fra la Siria e la Turchia ha costretto il gruppo di cui faceva parte a modificare la destinazione. Approdati a Silopi, lei e i suoi compagni di viaggio, hanno constatato che fra la popolazione civile i traumi del terrore e del lutto sono ferite profonde e gravissime, che richiedono sostegno pari ai bisogni materiali. Lì, inoltre, la ricerca di una via di fuga, per allontanarsi dal teatro di una guerra spietata, si accompagna all'ansia di far conoscere la situazione in cui versa il popolo curdo.
In una seconda missione – a marzo – Licia è stata fra i volontari che assistono le migliaia di profughi bloccati al confine fra Grecia e Macedonia, dove, mentre i paesi europei costruiscono barriere per limitare l'ingresso delle poplazioni in fuga, cresce la distesa di tende e ricoveri di fortuna e intere famiglie vivono in condizioni disperate. In attesa di entrare in Europa, hanno bisogno di tutto per sopravvivere e sono al centro di un fiorente commercio di generi di necessità. Licia ha dormito e mangiato con loro, offrendo e ricevendo solidarietà.

I rifugiati ad Idomeni, al confine greco-macedone, continuano ad arrivare e a rimanere fermi per giorni in condizioni drammatiche.
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