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diotima19 maggio ore 17.45

Diotima. Femminismo fuori sesto.
Un movimento che non può fermarsi
(Liguori)

Incontro con Chiara Zamboni (Filosofa di Diotima)

 “Questo non è un libro sul femminismo, questo è un libro femminista”, scrive Diana Sartori nell’Introduzione all’ultimo libro di Diotima, nel senso che il femminismo, il sentirsi femminista  è qui, in queste pagine, spinta urgente a fare pensiero, “uno sforzo di parola e di azione che muove da un presente dissestato che scuote le vite, le coscienze, le coordinate stesse di senso che abbiamo per darcene ragione e orientarci ”.  E, tuttavia, non è un libro su questo dissesto, un’analisi critica del presente, un punto di vista che va ad integrare altri punti di vista o che va ad opporsi ad altri punti di osservazione. 
E’ un libro che interroga il femminismo e del femminismo assume la radicalità.  La radicalità di una visione che si fa misura imprevista nel tempo e nella storia, scardinando impalcature secolari nei rapporti tra donne e uomini.  E tra donne. Tra una donna e i contesti in cui si trova ad essere, rendendola accorta delle prigioni interiori che ostacolano il suo agire e pensare e rendono opaco il suo sentire.
“Avviene, scrive Chiara Zamboni, che una donna senta ad un certo momento – ed in genere attraverso relazioni – che questo nome la riguarda.”  Un nome – femminismo – “che è a disposizione di tutte e non è proprietà di nessuna.”  
Ma come interrogare  il femminismo in quanto esperienza viva, soggettiva, singolare e relazionale,  mantenendosi fedele a questa visione, in contatto con la spinta ad una libertà profondamente radicata in sé,  che una donna scopre ad un certo punto nella propria vita?   
Come interrogare il femminismo in modo che una parola viva non si trasformi in una parola morta? 
Sembra essere questa la domanda  sottesa al contributo che Chiara Zamboni ci offre nel libro, “Un movimento che si scrive passo passo”, dove la sua scrittura procede attentissima a  non perdere mai il filo di questa irrinunciabile necessità.